Le origini del termine “redskin”

Questa denominazione – resa nota dal gruppo soul Redskins – fu forse usata per la prima volta da alcuni skinhead del Partito Comunista di Gran Bretagna

Redskins

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La prima ondata della sottocultura skinhead – compresa grossomodo tra il 1968 e il 1970 – non era politicizzata. Questo non significa che gli skin original non avevano idee politiche, ma soltanto che – come confermano le testimonianze – l’eventuale politicizzazione era un fatto individuale e non connesso all’appartenenza al culto.

Quando, nella seconda metà degli anni ’70, le organizzazioni britanniche di estrema destra riuscirono a strumentalizzare una parte consistente della scena, si determinò una situazione che spinse un certo numero di skinhead antirazzisti, o apertamente di sinistra, a venire allo scoperto per opporsi alla fascistizzazione della sottocultura. A Londra, verso la fine del decennio, nacquero raggruppamenti come Skins Against Nazis e League of Labour Skins, che però ebbero poco seguito. Alcuni gruppi Oi! parteciparono ai concerti RAR (acronimo di “Rock Against Racism”) o ad altri eventi simili. 

Nella prima metà degli anni ’80, anche realtà più tradizionaliste – ad esempio la skinzine Hard As Nails – si sforzarono di contrastare i nazi, da un lato tentando un recupero della cultura original, e dall’altro sostenendo un gruppo politicamente esplicito come i Redskins. Paul Barrett di Hard As Nails, in un’intervista del 2010, dichiarò che la politica della fanzine poteva forse essere riassunta al meglio come “orgogliosa, patriottica e socialista”, il che la poneva automaticamente in contrasto con “i bonehead di White Noise”, che era una filiazione musicale del National Front.

Chris Dean – che scriveva sotto il nome di “X Moore” per la rivista musicale NME – nel 1980 formò a York il gruppo punk No Swastikas, a cui l’anno successivo si unì il suo amico Martin Hewes, anche lui, come Dean, skinhead e militante dell’organizzazione trotskista Socialist Workers Party

In seguito, Dean, Hewes e il batterista Nick King adottarono il nome “Redskins” e si trasferirono a Londra. Vi furono dei cambiamenti anche sotto il profilo musicale, visto che lasciarono alle spalle il punk-rock degli esordi e si dedicarono a un soul molto energico, aperto ad influenze punk e rockabilly. Il loro singolo di debutto, Lev Bronstein (nome anagrafico di Trotsky), fu pubblicato nel luglio del 1982 dalla CNT Productions, avviando così una discografia forse non troppo estesa ma d’indiscutibile qualità.

In un periodo in cui il termine “skinhead” era ormai per molti sinonimo di “nazista dalla testa rasata”, l’attività dei Redskins destò un certo clamore, sia per il loro aspetto che per la potenza della musica e dei testi, che si accompagnavano a un effettivo impegno politico. Questo, naturalmente, causò alla formazione numerosi problemi con i bonehead, che tentarono in vari modi di fermarli, soprattutto minacciando di attaccare i loro concerti – anche se questo avvenne in realtà solo in due o tre occasioni – in modo di far nascere tra gli organizzatori l’idea che far suonare i Redskins significasse necessariamente mettersi nei guai.

Vista la notorietà della band, la denominazione “redskin” non tardò a diffondersi in Europa. In Italia, ad esempio, sembra che questa sia stata adottata, per la prima volta, da alcuni skin comunisti intorno alla metà degli anni ’80, dopo la frattura della scena in una parte razzista e una non razzista.

Rock Against Racism

Il termine “redskin”, a nostro avviso, non è un sinonimo di “skinhead di sinistra”, ma designa piuttosto uno skin che esplicita la propria ideologia politica, secondo un approccio più controculturale che sottoculturale. D’altro canto, alcuni utilizzano questa denominazione per indicare tutti gli skin di sinistra, a prescindere dal modo in cui questi mettono in rapporto politica e sottocultura.

In ogni caso, qualunque sia il significato che si preferisce attribuire al termine, questo esisteva già prima che i No Swastikas diventassero i Redskins, come ammette lo stesso Chris Dean in un’intervista del 1986:

C’è questa idea sbagliata secondo cui tutti gli skinhead erano di destra, il che non è vero. Se ad esempio prendi il pubblico dei gruppi 2 Tone, dei Madness, c’erano molti skinhead, molti skinhead antirazzisti, molti skinhead di sinistra e molti skinhead socialisti.
Il nome “Redskins” è stato ripreso da un gruppo di skinhead di Sheffield che facevano parte del Partito Comunista di Gran Bretagna. I giovani di sinistra, in genere, fanno capo a organizzazioni trotskiste oppure al Partito Laburista, perché quelli delle organizzazioni staliniste sono piuttosto anziani. Eppure, a Sheffield c’era questa situazione particolare, molto strana, per cui molti skinhead facevano parte del Partito Comunista.

Naturalmente, non è facile stabilire chi effettivamente usò per primo il termine “redskin”, visto che gli skinhead di Sheffield potrebbero averlo a loro volta ripreso da altri. Tuttavia, la testimonianza di Chris Dean non solo ci dà conferma del fatto che non fu la sua band a coniarlo, ma contribuisce a raffigurare una composizione politica della scena skin piuttosto variegata, almeno per quanto riguarda il periodo a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, a dispetto dei tentativi di egemonizzazione da parte dei bonehead.

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