Margini

Margini: nascere punk a Grosseto

Dall’8 settembre al cinema il film di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti. Ce ne parla Letizia Lucangeli di Immagini dal Sud del Mondo

Punk e skinhead in "Margini" (2022), il film di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti

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Recensione di “Margini” (2022)

La provincia è un luogo assurdo e melmoso dal quale non si fugge mai del tutto, e solo chi vi è nato può raccontarne: tuttavia, genera fenomeni bellissimi, spesso più forti e duraturi rispetto alla città, perché qualsiasi idea o stile di vita che esulino dal piattume e dalla noia costano il doppio della fatica.

Il film Margini racconta di quanto sia difficile dibattersi nella realtà paludosa di Grosseto, una città in mezzo alla Maremma toscana, lontana da tutto, cresciuta in modo anonimo e disordinato – come molte città italiane medio-piccole – attraverso propaggini fatte di capannoni abusivi e condomini che confinano con la campagna riarsa; ma anche di cosa significhi provare e riuscire a compiere un’impresa impensabile in un posto così, dove se provi a sfogarti con la batteria arriva puntuale il vicino a romperti i coglioni.

Il lungometraggio di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti era molto atteso da chiunque sia vicino al mondo delle sottoculture, poiché realizzato da un regista e uno sceneggiatore che a quel mondo appartengono. Niccolò e Francesco, infatti, sono membri della band punk hardcore PEGS dal 2005.

L’attesa non è stata delusa: Margini è un film fresco, sincero, con dialoghi e autentici, personaggi umanissimi, molto ben caratterizzati e del tutto credibili per chiunque conosca la scena, che agiscono in situazioni assolutamente realistiche ed esilaranti.

La band street punk protagonista del film in sala prove

I protagonisti di Margini, ambientato nel 2008, sono Edoardo (Emanuele Linfatti), Jacopo (Matteo Creatini) e Michele, interpretato dallo sceneggiatore Francesco Turbanti.

Edoardo, Jacopo e Michele hanno un gruppo street punk, che deve scontrarsi pressoché quotidianamente con i limiti culturali della loro città, dove il massimo che può capitare è riuscire a esibirsi durante la Tombolata Maremmana con tanto di cartelle in omaggio o avere a che fare con personaggi odiosi come il fonico, classico fan del prog e del metal con la faccia da secchione, proprietario di una scalcinata sala prove che sfoggia pretenziose t-shirt dei Dream Theater e degli Iron Maiden ma si riduce a fornire il service audio per la messa al parco comunale.

In questo scenario tragicomico, arriva la classica goccia: la band si vede cancellare un importante concerto a Bologna in cui avrebbe aperto per una famosa formazione hardcore di Boston, i Defense (interpretati nella finzione dai romani Payback, riuniti per l’occasione). Decisi a non cedere di un millimetro, i tre hanno un’idea: se noi non possiamo suonare con i Defense, saranno i Defense a venire da noi.

Edoardo, Jacopo e Michele mettono così in moto un meccanismo organizzativo che, attraverso una narrazione che mescola ironia e amarezza nel miglior stile della commedia all’italiana di livello, rende in modo egregio l’idea di cosa significhi imbarcarsi nel progetto di mettere in piedi un concerto punk a Grosseto.

Il concerto coi Defense di Boston, ovvero i Payback di Roma

Non sveliamo altro sulla trama: Margini uscirà nelle sale l’8 settembre. Ci limitiamo a raccontare che durante la ricerca della sala per il concerto i nostri si imbattono in una serie di personaggi degni di un Monicelli post-moderno: tra tutti, memorabile l’impiegata comunale carica di anelli e collane in un ufficio pieno di poster della proloco in cui troneggia una testa impagliata di cinghiale maremmano.

Edoardo, Jacopo e Michele dovranno fronteggiare imprevisti e difficoltà di ogni tipo. Magnifica la rappresentazione di una periferia sfilacciata e senza identità, fatta di salette parrocchiali chiuse a tripla mandata, circoli Arci, obbrobri architettonici, improbabili balere anni ’80. Nel film compare anche un delizioso cameo telefonico di Zerocalcare.

Ogni personaggio del film, ogni ambientazione sono di un’autenticità e di un realismo che non si vedevano da anni: il pensiero corre inevitabilmente alle storie posticce e mainstream di molto cinema italiano contemporaneo, e guardando Margini sembra di respirare aria fresca e pura, di riconnetterci a ciò che davvero siamo stati e siamo ancora.

Margini

Il film racconta anche che si può essere adulti in modo diverso, non necessariamente vittime delle convenzioni o delle relazioni tossiche come la madre di Edoardo o del tutto anacronistici come il suo compagno, rassegnati a ruoli già ascritti. Si può essere adulti come Michele, ad esempio, autenticamente innamorato della compagna e padre affettuosissimo.

Uno dei meriti maggiori di Margini, oltre ad essere un film autenticamente punk con riferimenti, dischi, abbigliamento e toppe al posto giusto e una bella colonna sonora, è rappresentato da una scrittura allo stesso tempo fluida e minuziosa, che alterna leggerezza e malinconia e segue la trama principale ma allo stesso tempo approfondisce l’umanità di ogni singolo personaggio, restituendoci ritratti di gente e luoghi che abbiamo incontrato anche noi, che scriviamo e da un luogo molto simile e neanche tanto lontano da Grosseto.

Oltre agli indiscutibili meriti artistici, l’autenticità del lavoro di Falsetti e Turbanti, infine, è rappresentata dalla provenienza dello staff che ha lavorato al film, di provenienza in maggioranza grossetana. Tra tutti, David Bardelli del negozio di abbigliamento Rudeness, che ha tra l’altro fornito una preziosa consulenza per l’abbigliamento di Michele, uno dei rari skinhead cinematografici vestiti con proprietà dopo decenni di ridicolizzazione dello stile.

Margini rappresenta dunque un piccolo gioiello nella produzione cinematografica italiana, che in virtù della sua sincerità sarà sicuramente apprezzato anche dagli spettatori non direttamente coinvolti nella scena punk.

Margini
Niccolò Falsetti, Francesco Turbanti
Italia 2022, 91’

Margini

Margini – Trailer ufficiale

Guarda il trailer ufficiale del film!

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Pubblicato da

Letizia Lucangeli

Sono direttore artistico della rassegna cinematografica Immagini dal Sud del Mondo, ho scritto di cinema per il blog Indieforbunnies e di cultura punk e industrial per il blog BraiNoise.

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