This is skacid: il breve matrimonio tra ska e acid house

Ai margini della terza ondata ska di fine anni ’80, ebbe luogo un’originale fusione tra musica elettronica e ritmi caraibici

This is Ska

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L’acid è un sottogenere della musica house nato intorno al 1986 a Chicago e poi diffusosi in Europa e, soprattutto, nel Regno Unito. Verso la fine degli anni ’80, l’acid house era strettamente associata ai rave e all’assunzione di ecstasy, il cui abuso causò una serie di decessi nel corso del biennio ’88-’89, attirando l’attenzione dei mass media, oltreché, naturalmente, delle forze dell’ordine. Quel periodo è noto in Gran Bretagna come “seconda estate dell’amore”.

Un tratto distintivo della scena acid era, oltre alla musica, il recupero di elementi della cultura hippie, e il suo simbolo ufficioso era lo smiley. La celebre rappresentazione stilizzata di un volto sorridente – creata dall’artista statunitense Harvey Ball nel 1963 per una compagnia di assicurazioni – venne adottata, stando alle testimonianze, allo scopo di rappresentare l’essenza dell’acid house, ovvero “grandi sorrisi e positività”.

Negli stessi anni era in corso la cosiddetta “terza ondata ska”, proveniente in particolare dagli Stati Uniti (The Toasters, The Mighty Mighty Bosstones, ecc.), la quale, oltre a far tesoro del revival inglese dei tardi anni ’70 – orbitante soprattutto intorno all’etichetta 2 Tone di Jerry Dammers – si apriva a nuove influenze.

Non tutti sanno che, contemporaneamente, la musica caraibica stava vivendo una sorta di ritorno anche nell’ambito della scena acid britannica, con la nascita di un filone noto come “skacid” o “acid ska”, il cui inventore riconosciuto è Longsy D., al secolo Andrew Alexander Long. Il produttore non era nuovo all’ibridazione tra generi musicali, come dimostrano alcuni esempi di fusione tra hip hop e reggae da lui realizzati.

La musica skacid – ritenuta progenitrice di altre mescolanze tra le sonorità giamaicane e quelle elettroniche, come ad esempio la jungle e la dubstep – si caratterizzava per la presenza della batteria elettronica Roland TR-909 e del bass synth Roland TB-303, ai quali venivano aggiunti fiati e altri strumenti campionati da canzoni ska, oppure suonati per l’occasione da musicisti in carne ed ossa. Il primo brano skacid mai pubblicato, targato Longsy D.’s House Sound, è “Mental Ska” del 1988.

L’anno successivo lo stesso produttore collaborò con Buster Bloodvessel e Nick Welsh – noto anche come King Hammond – dei Bad Manners, insieme ai quali realizzò il brano “This is Ska”, unendo in questo modo alcuni elementi house alle sonorità tipiche della band.

Di “This is Ska” venne pubblicato anche un mix skacid, firmato non dai Bad Manners ma dallo stesso Lonsgy D. Questa versione – della quale sono stati rilasciati vari remix, anche in chiave dub – costituisce l’esempio più noto del sottogenere.

In diverse occasioni, Longsy D. condividise il palco con i Bad Manners, partecipando all’esecuzione dal vivo di “This is Ska”.
Nel 1990, lo stesso brano venne registrato in una nuova versione, questa volta senza la collaborazione del produttore house e con un arrangiamento più in linea con le sonorità consuete della band. Il pezzo viene ancora eseguito dal vivo da Nick Welsh.

This is Ska: Skacid Rave
Flyer di uno skacid rave del 1989: Potato 5 (con ospite Laurel Aitken), Longsy D., The Deltones, The Elevators (presentati come “ex-Beat”), ecc.

Anche le tracce vocali dell’acid ska si rifacevano alla tradizione dei Caraibi: si trattava spesso di parti eseguite secondo la tecnica del toasting o del deejaying, che viene normalmente associata al reggae, ma le cui origini risalgono a forme musicali anteriori.

Nella canzone “We Play Ska” dei Children Of The Night, uscita nel 1989, il ruolo del toaster venne affidato niente meno che a Ranking Roger della band The Beat, mentre una delle chitarre è di Lynval Golding degli Specials.
La presenza in questa registrazione dei due musicisti 2 Tone va a sommarsi alla collaborazione altrettanto importante tra Bad Manners e Longsy D., costituendo una specie di consacrazione alla musica skacid da parte di esponenti del revival di dieci anni prima.

All’apertura dell’house ai suoni giamaicani corrispose, nello stesso periodo, l’influsso sempre più preponderante di un altro tipo di musica nera, l’hip hop. Vi furono esempi di fusione tra questi generi già nell’86, ma fu solo verso la fine del decennio che si riconobbe la nascita di uno stile dalle caratteristiche ben definite, l’hip house.

Naturalmente, due sottogeneri già di per sé ibridi come acid ska e hip house erano destinati ad incontrarsi: un esempio di commistione di questo tipo è un brano un po’ commerciale del 1989, “Just Keep Rockin'”, prodotto dai britannici Double Trouble. Si notino sia lo stile vocale del toaster Rebel MC, fortemente influenzato dal rap, sia le peculiarità della base musicale, nella quale degli elementi skacid si amalgamano con quelli tipici dell’hip house.
Per quanto riguarda il videoclip, non sfuggirà la presenza di alcuni rude boy, che fungono da connessione con l’immaginario ska, rocksteady e reggae tradizionale.

La tendenza skacid ebbe breve durata e non fu molto prolifica – quantomeno se messa a confronto con la gran quantità di produzioni house e ska di quegli anni – forse anche a causa del mancato appoggio da parte del pubblico abituale della musica in levare.

Tuttavia, la corrente acid ska merita di essere ricordata, da una parte per la sua effettiva originalità e per aver aperto la strada a generi ibridi più blasonati, e dall’altra per aver giocato un ruolo – sia pure minore – all’interno del più ampio movimento di riscoperta e di rielaborazione della musica giamaicana che stava avendo luogo in quel periodo.

Nota: le informazioni presentate in questo articolo sono state estrapolate - oltre che dal nostro archivio musicale e dalle risorse linkate - dalle dichiarazioni gentilmente rilasciateci da Nick Welsh, che ringraziamo. Chi vuole saperne di più sull'acid ska, oltre che, ovviamente, sullo ska britannico, può consultare il recente libro di Welsh, The Life and Times of a Ska Man: an Offbeat Trip, di cui consigliamo l'acquisto.

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