Recensione di "I Am Not Alone Anyway"

Francesca Alinovi: il documentario “I Am Not Alone Anyway” (2017)

Letizia Lucangeli (Immagini dal Sud del Mondo) recensisce “I Am Not Alone Anyway”, il film documentario di Veronica Santi

Il film documentario "I Am Not Alone Anyway" di Veronica Santi

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Un documentario su Francesca Alinovi

I Am Not Alone Anyway, Veronica Santi, 2017, 76’

Non importa quanti obiettivi umani e professionali una donna possa raggiungere nella sua vita: non sarà mai del tutto al sicuro. La fama, il successo e la realizzazione non la proteggeranno dalla tossicità di certe relazioni né dai rapporti di forza che la società e la cultura dominante hanno instaurato.

Francesca Alinovi, critica d’arte contemporanea e ricercatrice universitaria, come molte altre donne famose prima e dopo di lei ha subito una doppia condanna: uccisa nel 1983, a 35 anni, con 47 coltellate, e dimenticata per troppo tempo.

La figura di Francesca è indissolubilmente legata alla mia preadolescenza: avevo neanche 12 anni quando, sfogliando quotidiani e riviste di cui casa mia era sempre ben fornita, scoprii la storia di questa donna.

Allora non riuscivo a individuare la natura del disagio che mi provocavano certi articoli di cronaca sul suo omicidio: la morbosità con cui si indagava sulla sua vita professionale e privata e sulla sua immagine così innovativa che istintivamente mi affascinava avrebbe avuto un nome molti anni dopo, grazie alla mutata sensibilità sulle questioni di genere. Il disagio derivava da quello che oggi chiamiamo victim blaming: accusare più o meno implicitamente la vittima di aver provocato il suo carnefice e perciò, in ultima analisi, la propria fine.

Francesca Alinovi mi ha seguita come un fantasma discreto per molti anni. Essendomi innamorata, poco dopo aver appreso la sua storia, della cultura post-punk – la cui influenza ha costituito per Francesca un punto di svolta con l’adesione alla scena new wave – non l’ho mai realmente dimenticata. Avrei voluto saperne di più, ma su di lei è piombato un oblio ammantato di moralismo. Francesca non costituiva certo un rassicurante modello femminile da incoraggiare.

Nel 2017 esce I Am Not Alone Anyway, un film documentario rigoroso e pieno di sensibilità, diretto da Veronica Santi (coautrice con Matteo Bergamini di Francesca Alinovi, una raccolta di scritti e saggi edita da Postmedia Books nel 2019), che ripercorre la vita umana e professionale di Francesca attraverso le testimonianze di ex-compagne di liceo, colleghi, amiche e amici e un delicato intervento della sorella, con un’attenzione particolare al periodo newyorkese.

Il ritratto di Francesca che emerge da questo lavoro, che intreccia interviste a diapositive e foto d’epoca, è l’emozionante immagine di una donna poeticamente introversa, implacabile ed estremamente preparata nel suo lavoro di ricerca. Francesca era figlia della sua epoca e insieme molto avanti rispetto ai tempi: la sua esistenza libera non veniva esibita, piuttosto vissuta con grande naturalezza. Ritengo che sia molto facile per molte di noi riconoscersi in certi aspetti della sua personalità.

Francesca ha avuto il grande merito di portare a conoscenza del mondo dell’arte italiano ed europeo la scena artistica newyorkese – il cui figlio più celebre è Keith Haring – che nel periodo tra la fine degli anni ’70 e i primi ’80 era indissolubilmente legata a quella musicale e sottoculturale.

Il libro "Francesca Alinovi"

Nel documentario, diversi writers raccontano della generosità e della curiosità intellettuale di Francesca, che ospitandoli e rendendoli noti in Italia e in Europa ha operato una saldatura epocale tra un ambiente, quello di New York, molto fertile ma sostanzialmente gelido, e la sensibilità artistica e culturale venata di calore umano tipica dell’Italia e dell’Europa in genere.

Francesca esplorava New York nei suoi angoli più reconditi e oscuri, dove pochi si avventuravano e dove nascevano le tendenze artistiche e musicali più interessanti: si pensi alla galleria d’arte Fashion Moda, situata nell’inaccessibile South Bronx. Dopotutto, per rimarcare ancora una volta gli intrecci tra le varie scene, lo stesso punk hardcore si è sviluppato in gran parte negli squat di Alphabet City, l’area più abbandonata e pericolosa del Lower East Side.

Nell’incipit del suo saggio Arte di frontiera – New York Graffiti (1984), che renderà noto il fermento di strada newyorkese in Italia, Francesca Alinovi scrive:

L’arte d’avanguardia non solo non è morta, ma rivive spiando con grandi occhi spalancati sul centro dalla periferia.

"Arte di frontiera - New York Graffiti" di Francesca Alinovi

Un cenno, infine, sulla morte ingiusta e prematura di Francesca: la regista Veronica Santi lascia giustamente la parola alla sorella, che in modo semplice e delicato ricorda la sua vita piena di viaggi e stimoli, e nella sua discrezione lascia intuire l’immensità del dolore che resta. L’intelligenza nella realizzazione di questo lavoro risiede proprio nell’aver restituito un’immagine di Francesca densa dei suoi successi, delle sue opere e delle sue intuizioni, senza operazioni di santificazione o di vittimizzazione.

Il ricordo di Francesca Alinovi e dell’afflato di libertà e rigore che ci ha donato può sintetizzarsi nelle parole di uno degli artisti intervistati in I Am Not Alone Anyway: «L’Arte e l’Eros sono le due uniche forze libertarie».

Conversazione tra la regista, Letizia Lucangeli e Riccardo Santi

Guarda la presentazione del documentario I Am Not Alone Anyway sul canale Twitch di Riccardo Santi: twitch.tv/videos/1446326666

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Articolo pubblicato il 15 marzo 2022 e aggiornato il 4 aprile dello stesso anno.

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Pubblicato da

Letizia Lucangeli

Sono direttore artistico della rassegna cinematografica Immagini dal Sud del Mondo, ho scritto di cinema per il blog Indieforbunnies e di cultura punk e industrial per il blog BraiNoise.

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