"Spirit of '69" di George Marshall

È in arrivo l’edizione italiana di “Spirit of ’69”!

In occasione dell’anniversario 1969-2019, la “bibbia skinhead” di George Marshall sarà pubblicata in italiano da Hellnation Libri / Red Star Press

"Spirit of '69" di George Marshall

Non-Italian speakers take note! This article about the upcoming Italian edition of George Marshall's Spirit of 69: A Skinhead Bible is only available in Italian language. However, you can still rely on Google Translate for a rough translation.

Cos’è lo “spirito del ’69”?

Contrariamente a quanto pensano alcuni, il 1969 non è l’anno di nascita degli skinhead: questi erano emersi gradualmente dalla parte più dura della scena modernista negli anni precedenti, acquisendo un’identità distinta dai mod quantomeno nel 1968.

Tuttavia, il ’69 è considerato l’anno in cui la sottocultura skinhead giunse a maturità. Inoltre, nella seconda parte dello stesso anno, lo stile skinhead divenne un vero e proprio fenomeno di massa, con l’avvicinamento al culto di molti giovanissimi, anche a causa delle attenzioni che gli skin ricevevano dalla stampa.

Come abbiamo spiegato nell’articolo dedicato alle origini del termine “bonehead”, la frase “spirit of ’69” fu coniata intorno alla metà degli anni ’80 da uno skinhead scozzese, Ewan Kelly, membro della crew Glasgow Spy Kids.

Lo scopo del motto era incoraggiare il recupero della cultura original, per arginare le derive che il culto skinhead aveva subito a partire dalla seconda metà degli anni ’70.

Un approccio simile era già stato adottato dalla skinzine Hard As Nails di Essex, di cui abbiamo parlato nel post relativo alle origini del termine “redskin”.

“Spirit of ’69”, il libro

Il riferimento allo “spirito del ’69” venne ripreso, poi, da George Marshall, anch’egli membro dei Glasgow Spy Kids.

Marshall fu editore di diverse skinzine, a partire da Spy Kids e da Zoot! – di cui ci ha parlato Tim Wells nel corso della sua intervista – fino ad approdare alla realizzazione di una delle migliori pubblicazioni skinhead mai esistite, il magazine Skinhead Times, attivo dal 1991 al 1995.

Zoot Magazine
La skinzine Zoot! Fonte: Retrospectro.

Forte di queste esperienze, Marshall nel ’91 pubblicò, tramite la sua casa editrice S.T. Publishing, il libro Spirit of ’69: A Skinhead Bible, con l’intento di mettere per la prima volta nero su bianco la storia della sottocultura.

L’indice dei capitoli può rendere approssimativamente l’idea dei contenuti:

  1. Spirit of ’69
  2. Sons of Skinhead
  3. Angels with Dirty Faces
  4. Street Feeling
  5. Welcome to the Real World
  6. Neither Washington or Moscow
  7. Skinhead Resurrection
  8. A-Z of Skinwear

Il volume – noto semplicemente come “la bibbia” in ambito skinhead – fu ristampato nel 1994 in una nuova edizione tascabile, riveduta e corretta e con un maggior numero di informazioni, ma con un impianto fotografico e iconografico più ridotto.

Esiste anche un seguito meno noto di Spirit of ’69, ovvero Skinhead Nation, dato alle stampe dalla S.T. Publishing nel 1996. In questo testo, Marshall approfondì alcune questioni già affrontate nel libro precedente, e inoltre dedicò molto spazio ad alcune scene skinhead non britanniche, a partire da quella statunitense e da quelle nordeuropee.

L’edizione italiana

Nonostante alcune pecche – dovute principalmente al metodo di lavoro di George Marshall, che è quello dell’appassionato, e non certo dello storico delle sottoculture – il volume Spirit of ’69 è giustamente considerato, sin dalla sua uscita, una lettura imprescindibile per ogni skinhead che si rispetti.

Tuttavia, con il passare del tempo, consultare il volume è diventato una vera impresa: la S.T. Publishing ha chiuso i battenti molti anni fa, e il libro non è stato più ristampato.

La prima edizione di Spirit of ’69 si può trovare su siti come eBay, ma solo a prezzi molto elevati, e anche la riedizione del 1994 è piuttosto costosa.

A questi fattori, va aggiunto il fatto che non tutti conoscono l’inglese, e inoltre lo stile di scrittura di George Marshall – ricco di espressioni gergali e di riferimenti alla cultura britannica – risulta talvolta di difficile comprensione.

Si è pertanto lamentata, finora, l’assenza di un’edizione italiana, anche alla luce del fatto che ne esistono già altre in lingua tedesca, portoghese, francese e polacca.

Alla luce di tutto questo, qualche tempo fa i ragazzi del Dopolavoro Skinhead – raggruppamento a fini mutualistici che riunisce diverse realtà nazionali – hanno pensato di realizzare una versione italiana di Spirit of ’69.

L’idea è stata accolta da Hellnation Libri / Red Star Press, che la darà alle stampe nei primi mesi del 2019.

La traduzione è stata effettuata da Lobo della skinzine Infrangibile, che ha anche realizzato un primo impianto di note.

Il sottoscritto è invece responsabile dell’introduzione, della revisione della traduzione e dell’inserimento di ulteriori note, tese a confrontare le notizie date da Marshall con quelle – più ampie e variegate – che sono oggi disponibili.

Continuate a seguirci sui nostri profili social (Facebook, Instagram, Twitter) per essere aggiornati sulla pubblicazione dell’edizione italiana di Spirit of ’69!

Published by

Flavio Frezza

Mi occupo di sottoculture (skinhead, mod, punk, ecc.) e dei generi musicali a queste connessi. Gestisco il blog Crombie Media, l'etichetta Skinhead Sounds, canto nei Razzapparte e sono il manager degli Unborn. Nel 2017 Hellnation Libri ha pubblicato il mio libro Italia Skins.

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