Jason Voorhees mette in fuga uno skinhead in “Venerdì 13 parte VIII”

Uno strano incontro in “Venerdì 13 parte VIII – Incubo a Manhattan” (1989): Jason Voorhees spaventa uno skinhead e la sua gang

Friday the 13th Part VIII - Jason Takes Manhattan

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Il cinema horror e gli skinhead

Il cinema horror – ma anche quello di fantascienza – ha più volte dato spazio allo stile e alla musica punk, dando vita al filone cinematografico punk horror.

Non si può dire che siano state dedicate altrettante attenzioni alla sottocultura skinhead, se si esclude il recente Green Room di Jeremy Saulnier, che parla di un gruppo punk che finisce casualmente per esibirsi in un raduno white power – si tratta, quindi, di bonehead, e non di skin tradizionali – con tutto ciò che ne consegue!

Jason Voorhees conquista Manhattan

Un’eccezione è costituita da una scena del film Venerdì 13 parte VIII – Incubo a Manhattan (titolo originale: Friday the 13th Part VIII – Jason Takes Manhattan) di Rob Hedden, uscito nel 1989, sicuramente non il miglior capitolo della saga.

Il cadavere di Jason Voorhees, che giace in fondo al Crystal Lake, prende di nuovo vita a causa di un incidente, e l’assassino mascherato può tornare a far fuori chiunque gli capiti a tiro.

Jason Voorhees in "Venerdì 13 parte VIII - Incubo a Manhattan". Lo skinhead è Daryl Kahan?

Deciso a sterminare un gruppo di persone che si trova all’interno di una nave, Jason sale a bordo e, tra un’uccisione e l’altra, finisce per sbarcare a New York, dove dà la caccia a una coppia sfuggita al massacro.

Jason Voorhees in "Venerdì 13 parte VIII - Incubo a Manhattan": lo skinhead sulla destra è forse Daryl Kahan (Citizens Arrest)

Senza anticipare ulteriormente il film – che consigliamo solo ai fan più accaniti del filone slasher – ci limitiamo a descrivere la scena di nostro interesse: il buon Jason, nel corso dell’inseguimento, trova il tempo di importunare uno skinhead e alcuni suoi amici (una specie di punk, una sorta di gangster ispanico e un teppistello generico), tirando un calcio al loro stereo mentre ascoltano ad alto volume della musica hip hop.

Jason Voorhees in "Venerdì 13 parte VIII - Incubo a Manhattan"

Il gruppo di teppisti impugna le armi, e tenta quindi di affrontare Jason, il quale – non ritenendoli degni di ulteriori attenzioni – si limita a sollevare la maschera da hockey, mostrandogli il volto sfigurato e mettendoli così in fuga senza neanche doverli sfiorare.

Venerdì 13 parte VIII - Incubo a Manhattan

“Venerdì 13 parte VIII”: la scena con lo skinhead

Segue un clip della scena, che è forse una delle poche parti della pellicola che vale la pena di visionare, quantomeno se siete dei maniaci dell’horror e avete qualche interesse per le sottoculture.

Appendice – Lo skinhead di “Venerdì 13 parte VIII” è Daryl Kahan dei Citizens Arrest?

Secondo alcuni, lo skin che viene spaventato da Jason Voorhees sarebbe Daryl Kahan, veterano della scena New York Hardcore.

Daryl ha militato come cantante o come batterista in numerose band hardcore, grindcore e death metal: tra i nomi più noti citiamo, oltre ai Citizens Arrest, gli Assück, i Born Against, i Disma e i Funebrarum.

All’epoca, Daryl era effettivamente uno skinhead, come ammette in un’intervista rilasciata nel 2006, e pubblicata due anni più tardi sul blog You Breed Like Rats.

Nella conversazione non si parla di Venerdì 13 parte VIII, tuttavia c’è un interessante passaggio in cui l’intervistatore chiede a Daryl quali siano le sue idee politiche, e lo interroga a proposito della presenza di nazi ai concerti che, negli anni ’80, si tenevano a New York e nelle immediate vicinanze:

All’epoca, a New York, non c’era alcuna tolleranza per quegli stronzi nazisti, ma quando ho iniziato a vedere skinhead neri che indossavano delle svastiche e ragazzi asiatici con le toppe white power ho capito che le cose stavano andando fuori controllo.

Ho smesso di essere uno skinhead intorno al 1989, e lo sono diventato nel 1983 o giù di lì…

Daryl, poi, si dilunga sulle proprie opinioni politiche, ribadendo la sua antipatia per George W. Bush e per la politica estera statunitense, ed affermando, quindi, di essere «piuttosto di centro, con tendenze di sinistra per quanto riguarda i diritti dei lavoratori, l’educazione, l’Iraq, ecc.»

Nel corso dell’intervista, il musicista attribuisce certe influenze al fatto di aver frequentato il noto collettivo artistico del Lower East Side, l’ABC No Rio, che si trova su posizioni «decisamente di sinistra, se non anarchiche», ed è storicamente vicino alla scena hardcore e punk locale.

Comunque, ai fini dell’articolo, ciò che più ci interessa è il fatto che, quando fu girato Venerdì 13 parte VIII, Daryl era ancora uno skinhead, anche se ormai in procinto di dismettere quelle vesti.

Daryl Kahan (Citizens Arrest)
Daryl Kahan sul palco con i Citizens Arrest, 2011. Fonte: Photogeek Blog.

Facendo un confronto con le foto trovate online, Daryl Kahan sembrerebbe essere effettivamente lo skin del film, anche se al momento mancano conferme ufficiali.

Inoltre, siamo propensi a credere che si tratti effettivamente di lui anche in base al fatto che, all’interno del gruppetto di teppisti, lo skin è l’unico ad avere un look credibile.

Aggiorneremo questo articolo quando riusciremo a saperne di più!

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(Questo articolo è stato pubblicato il 13 aprile 2018 e aggiornato il 21 luglio 2019)

Published by

Flavio Frezza

Mi occupo di sottoculture (skinhead, mod, punk, ecc.) e dei generi musicali a queste connessi. Gestisco il blog Crombie Media, l'etichetta Skinhead Sounds, canto nei Razzapparte e sono il manager degli Unborn. Nel 2017 Hellnation Libri ha pubblicato il mio libro Italia Skins, e nel 2019 la stessa casa editrice ha dato alle stampe l'edizione italiana di Spirit of '69 di George Marshall, curata dal sottoscritto.

2 thoughts on “Jason Voorhees mette in fuga uno skinhead in “Venerdì 13 parte VIII””

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