Everybody's an Actor, Shakespeare Said (1968): original skinheads

Il documentario “Everybody’s an Actor, Shakespeare Said” (1968)

Prima di girare “Bronco Bullfrog” (1969), il regista Barney Platts-Mills realizzò un documentario con gli stessi attori

Everybody's an Actor, Shakespeare Said (1968)

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Barney Platts-Mills e le sottoculture giovanili

Chiunque sia al di dentro delle sottoculture skinhead e mod, così come degli stili a queste connessi, conosce il film Bronco Bullfrog (1969) di Barney Platts-Mills.

Secondo quanto si sostiene comunemente, la pellicola documenterebbe la transizione da skinhead a suedehead, che giunse a compimento agli inizi del decennio successivo.

Se non conoscete questa derivazione del culto skinhead, vi invitiamo a leggere le nostre interviste con Stewart Home e Tim Wells, particolarmente incentrate sulle sottoculture degli anni ’70.

L’aspetto dei suedehead era caratterizzato da una maggiore eleganza rispetto al culto da cui derivava, nonché da tagli di capelli più lunghi.

Questo stile può essere visto, quindi, come un parziale ritorno all’estetica del modernismo, sia pure in un contesto socioeconomico differente rispetto a quello in cui nacquero i mod (abbiamo speso qualche parola sull’argomento nell’articolo dedicato ai rocker).

Prima di proseguire, occorre far chiarezza sul fatto che Platts-Mills, probabilmente, non aveva alcun interesse per le sottoculture di cui parliamo: egli s’imbatté nei futuri protagonisti dei suoi film poiché questi si ritrovavano abitualmente nei pressi del teatro gestito dalla celebre regista Joan Littlewood, che era situato nell’East End di Londra.

La gang importunava regolarmente sia gli attori che i frequentatori del teatro, e questo portò la regista – esasperata dalla situazione – a invitare i ragazzi all’interno della struttura, convincendoli quindi a partecipare a un corso teatrale.

Barney Platts-Mills pensò di documentare quell’esperienza dirigendo il film a colori Everybody’s an Actor, Shakespeare Said (1968), della durata di 31 minuti.

I giovani erano inizialmente diffidenti nei confronti del regista, per via delle sue influenze hippie e della sua provenienza sociale agiata: in effetti, suo padre John era un importante politico laburista.

Nonostante ciò, alcuni membri della gang strinsero amicizia con Barney e presero a frequentarlo. Un giorno gli proposero di dirigere un lungometraggio che avesse loro come protagonisti: lui accettò, e poco tempo dopo iniziarono le lavorazioni di Bronco Bullfrog, che per ragioni economiche venne girato in bianco e nero.

Considerazioni stilistiche

Come affermato in apertura, molti credono che Bronco Bullfrog documenti la fase di transizione da skinhead a suedehead.

In realtà, l’aspetto della maggior parte degli attori non è molto differente rispetto a quello mostrato in Everybody’s an Actor.

In qualche caso, nel secondo film, il taglio dei capelli è effettivamente più lungo, ma va detto che, anche nella prima pellicola, pochi ragazzi hanno la testa rasata.

Questo, d’altronde, è perfettamente normale, visto che i capelli molto corti, o addirittura rasati a zero, ebbero un’ampia diffusione soltanto a partire dal revival skinhead della seconda metà degli anni ’70.

Aggiungiamo, a tal proposito, che non molti dei giovani amici di Platts-Mills possono essere ricondotti con certezza allo stile skinhead – e neppure a quello anteriore dei mod – anche perché, nel 1968, alcuni aspetti estetici degli skin non erano ancora ben definiti.

Si ritiene, infatti, che il look skinhead abbia conosciuto una certa standardizzazione solo intorno al 1969, che alcuni considerano erroneamente l’anno di nascita della sottocultura.

Questo, naturalmente, non significa che – a partire da allora – non ci siano più state evoluzioni stilistiche: di sviluppi ce ne furono eccome, e infatti sfociarono nel culto suedehead, così come in altri stili giovanili derivanti più o meno direttamente dagli skinhead (boot boy, smoothie, crombie boy).

Tornando ai nostri giovani attori, c’è un altro fattore che occorre tenere in considerazione: alcuni di loro erano evidentemente in età scolastica, e pertanto non è detto che potessero permettersi di vestire come gli skin più grandi, che disponevano di denaro proprio.

Questa differenza tra i due gruppi anagrafici è un fatto noto, e vi si è soffermato – tra gli altri – George Marshall nel suo libro Spirit of ’69: A Skinhead Bible.

Bisogna anche dire che esiste l’alta probabiltà che almeno una parte di questi ragazzi non si riconoscesse in nessuno stile in particolare, e si limitasse a seguire – in tutto o in parte – la moda working class del momento.

Alla luce di tutto ciò, siamo tentati di affermare che la lettura che viene comunemente data al valore documentario di Bronco Bullfrog è eccessivamente schematica, e probabilmente poco informata.

D’altro canto, è vero che, anche se tutti conoscono il cosiddetto “film suedehead” di Platts-Mills, non molti sono a conoscenza dell’esistenza della pellicola precedente.

Comunque sia, un confronto stilistico tra i due film non sarebbe affatto inutile: tanto per dirne una, il secondo documenta una certa diffusione degli scarponi Dr. Martens, che infatti si affermarono a spese di altri tipi di anfibi proprio nel ’69.

Visto che gli attori di Everybody’s an ActorBronco Bullfrog paiono sufficientemente rappresentativi di un certa parte della gioventù working class britannica, ci auguriamo che i fotogrammi riprodotti e commentati qui di seguito possano costituire uno stimolo per chi volesse effettuare ricerche più approfondite sull’evoluzione stilistica di questi giovinastri dell’East End, allo scopo di accrescere la conoscenza storica dei culti di riferimento.

Prima di lasciarvi alle immagini, segnaliamo che, se siete curiosi di vedere Everybody’s an Actor, potete trovarlo tra gli extra della splendida edizione dual format (Blu-ray + DVD) di Bronco Bullfrog, curata dal British Film Institute.

Vi ricordiamo, infine, che se siete interessati a questo e ad altri film relativi ai culti giovanili, potete continuare a seguirci tramite i nostri profili social (Facebook, Instagram, Twitter).

Everybody’s an Actor, Shakespeare Said: le immagini

I fotogrammi seguenti sono stati estrapolati dall’edizione Blu-ray di Bronco Bullfrog, e qui riprodotti nella migliore qualità possibile.

La grana è quella della pellicola, e non è pertanto dovuta alla leggera compressione delle immagini.

Everybody's an Actor, Shakespeare Said (1968)
Il classico look skinhead original: capelli corti, montone, cardigan e camicia button down, probabilmente di marca Ben Sherman.
Sam Shepherd aka "Bronco Bullfrog"
Il giovane Sam Shepherd – che nel film successivo interpreta Jo, soprannominato “Bronco Bullfrog” – è uno dei pochi a sfoggiare in entrambe le pellicole un look inequivocabilmente skinhead. Tuttavia, nelle scene finali di Bronco Bullfrog – girate qualche mese più tardi rispetto alle altre parti del film – i capelli di Sam sono più lunghi e il suo abbigliamento conserva solo qualche elemento skin, pur senza evolversi in direzione suedehead.
Del Walker, skinhead original
Del Walker sfoggia un look skinhead piuttosto elegante. Nel film successivo – in cui interpreta un personaggio che porta il suo stesso nome – manterrà il medesimo stile, con la sola differenza data dai capelli, che si sarà fatto crescere fino al collo.
Everybody's an Actor, Shakespeare Said (1969): Joan Littlewood
Joan Littlewood impartisce delle istruzioni ai ragazzi. Si noti la camicia a righe senza colletto, che conobbe una certa diffusione prima che prendessero il sopravvento le camicie di tipo button down, soprattutto a tinta unita o con fantasie a quadretti. La cravatta del ragazzo sulla destra fa parte degli abiti di scena.
Donkey jacket e montone
Anche in questo caso, gli attori hanno i capelli corti, ma non rasati. Il ragazzo sulla sinistra indossa un monkey jacket.
Everybody's an Actor, Shakespeare Said: skinhead
Il giovane al centro – che ha addosso una giacca leggera di tipo Harrington – è uno dei pochi ad adottare un look skinhead molto vicino ai comuni canoni odierni.
Everybody's an Actor, Shakespeare Said: skinhead
Uno skinhead guarda i suoi amici giocare a calcio, seduto sulla traversa della porta. Anche questo ragazzo – così come altri attori, tra i quali Sam Shepherd – indossa un bomber, a dimostrazione del fatto che questo capo d’abbigliamento ebbe qualche diffusione pure in epoca skinhead original, e non solo a partire dagli anni dell’Oi!, come invece ritengono alcuni.
Everybody's an Actor, Shakespeare Said (1968)
Cosa c’è di meglio che giocare a pallone con addosso gli scarponi e una tuta da lavoro?
Everybody's an Actor, Shakespeare Said (1968): scarponi, completo e Crombie
Divertimento in spiaggia. Del Walker fuma la pipa e indossa un completo a righe, abbinato a degli scarponi con suola a carrarmato. L’altro ragazzo ha addosso un soprabito di tipo Crombie.
East End di Londra
Titoli di coda. Particolare dell’East End di Londra.

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Flavio Frezza

Mi occupo di sottoculture (skinhead, mod, punk, ecc.) e dei generi musicali a queste connessi. Gestisco il blog Crombie Media, l'etichetta Skinhead Sounds, canto nei Razzapparte e sono il manager degli Unborn. Nel 2017 Hellnation Libri ha pubblicato il mio libro Italia Skins.

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