Film sulla Swinging London

Il film “Smashing Time” (1967)

Una commedia sulla “Swinging London” ritrae la scena mod di metà anni ’60, influenzata dalla psichedelia e dalla cultura hippie

Film sulla Swinging London: Smashing Time (1967)

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“Smashing Time” e i “Swinging Sixties films”

La pellicola Smashing Time (1967), della durata di 96 minuti, diretta da Desmond Davis, fu prodotta nel Regno Unito e quindi distribuita dalla Paramount, che intendeva cavalcare il successo dei Swinging Sixties films, il cui esempio più noto è probabilmente Blow-Up (1966) di Michelangelo Antonioni.

Il film, nonostante alcuni limiti, suscita un certo interesse poiché da un lato prende di mira l’ottimismo e le illusioni generate dal boom economico degli anni ’60, e dall’altro documenta una fase particolare della cultura modernista.

Infatti, a partire dal ’64 – dopo gli scontri, passati all’onore delle cronache, tra mod e rocker – la scena si divide gradualmente in due filoni principali: uno di questi – denominato retrospettivamente “hard mod” – enfatizzerà in maniera sempre più evidente la propria identità working class, fino a sfociare nella sottocultura skinhead, mentre l’altra ala dei modernisti – ritratta, per l’appunto, da Smashing Time – cavalcherà e alimenterà lo spirito dei Swinging Sixties, assorbendo influenze culturali inaspettate.

Rita Tushingham

Trama del film

Due ragazze dell’Inghilterra del Nord – Brenda (Rita Tushingham) e Yvonne (Lynn Redgrave) – si trasferiscono nella Swinging London in cerca di successo. Pur prestandosi anche a lavori umili, le due frequentano assiduamente Carnaby Street e i locali alla moda, nella speranza di essere notate.

Dopo qualche disavventura, Brenda e Yvonne si affermano rispettivamente nei campi della moda e della musica pop, ma si rendono conto abbastanza in fretta di come il successo non sia esattamente come lo immaginavano.

Lynn Redgrave

Considerazioni su “Smashing Time”

Satira arguta e divertente – ma forse un po’ tardiva – della Londra dei Swinging Sixties, il lungometraggio di Desmond Davis andò malissimo al botteghino – gli incassi non coprirono neanche la metà dei costi – ma divenne in seguito un film di culto abbastanza influente.

Per dirne una, non sono in pochi a pensare che la serie cinematografica di Austin Powers sia fortemente debitrice nei confronti della pellicola. Ad avallare l’ipotesi c’è il fatto che, in questa saga, il ruolo di Basil Exposition viene interpretato da Michael York, che esordì proprio in Smashing Time nella parte del fotografo Tom Wabe.

Smashing Time (1967)

Per quanto attiene agli aspetti sottoculturali del film, va detto che l’unico richiamo esplicito ai mod si trova nella tagline – “Two girls go stark mod!” (“Due ragazze diventano mod alla grande”) – ma abbigliamento, acconciature e musica – in buona parte freakbeat e rock psichedelico – si rifanno palesemente al modernismo nella variante influenzata dal movimento hippie.

Anche gli attori e le comparse che esibiscono un abbigliamento mod più tradizionale e tagli di capelli classici, indossano almeno un accessorio – ad esempio la cravatta – in linea con le nuove tendenze.

Smashing Time (1967): l'influenza hippie e psichedelica sui mod

Sembra che l’attendibilità di Smashing Time come rappresentazione della Londra di quegli anni sia dovuta principalmente al fatto che la sceneggiatura era opera di George Melly, che frequentava la Swinging London e poteva parlarne con competenza.

Melly – originario di Liverpool ma residente a Londra sin da ragazzo – era un cantante blues e jazz, nonché un critico televisivo e cinematografico, e fu inoltre autore di numerosi saggi, tra i quali va citato – per l’attinenza con Smashing Time – almeno Revolt into Style: the Pop Arts in Britain (1970).

Tornando all’estetica del fim, si nota come sia stata curata scrupolosamente anche la scelta dell’oggettistica, delle opere pop art e degli arredi, che sono ovviamente quelli coloratissimi e spesso pacchiani di quello scorcio degli anni ’60.

Smashing Time (1967): pop art, arredi e oggettistica in stile Sixties

La maggior parte delle canzoni che compongono la colonna sonora – pubblicata in formato LP nel ’67 e mai più ristampata – sono interpretate dalle stesse attrici, mentre gli autori delle musiche sono il compositore di colonne sonore John Addison e il gruppo rock psichedelico Skip Bifferty, che includeva futuri componenti di Ian Dury and the Blockheads.

The Snarks, ovvero i Tomorrow

Nel film compare, sotto il nome fittizio “The Snarks”, la band psichedelica Tomorrow – già coinvolta in Blow-Up – i cui componenti recitano piccole parti o appaiono come comparse in diverse scene.

Sono inoltre presenti richiami, più o meno evidenti, a band idolatrate dai mod come The Kinks, così come a musicisti blues come Joe Tex.

Smashing Time, nonostante qualche difetto – alcune scene sono un po’ noiose, e la trama non brilla certo per originalità – è nel complesso piuttosto godibile, anche per via del suo valore documentario.

Il film, inoltre, è interessante pure per altri motivi: è stato infatti notato come la pellicola faccia risaltare la divisione in classi della Londra degli anni ’60, argomento che Melly riprenderà ed approfondirà in Revolt into Style.

Smashing Time (1967)

La critica cinematografica Kat Ellinger ha sottolineato la provenienza working class di diversi personaggi, e ha inoltre evidenziato la relazione tra Smashing Time e il filone dei female buddy films.

Piuttosto evidente è pure il biasimo nei confronti dei mass media: viene presa di mira, in particolare, l’influenza esercitata da stampa e televisione sulla società.

Spingendosi più in là, si potrebbe affermare che, secondo i realizzatori di Smashing Time, il concetto stesso di Swinging Sixties non sia stato altro che un imbroglio.

Smashing Time non è certo un film per tutti, ma va senz’altro consigliato agli appassionati degli anni ’60 e, in particolare, della psichedelia e di certi sviluppi della sottocultura mod.

Mod e psichedelia in Smashing Time (1967): gli Snark, ovvero i Tomorrow

Come vedere “Smashing Time”

Il film è facilmente reperibile sul mercato home video in lingua inglese, ed è inoltre visionabile per intero su YouTube, purtroppo senza sottotitoli.

Ben più difficile da rintracciare è l’edizione italiana – intitolata, ahinoi, Ci divertiamo da matti – che potrebbe addirittura non essere mai stata rilasciata al grande pubblico.

La Swinging London: Carnaby Street

D’altro canto, immaginiamo che vogliate guardare Smashing Time senza perdervi i forti accenti regionali che caratterizzano la recitazione di quasi tutti gli attori, e che costituiscono parte integrante del film.

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Published by

Flavio Frezza

Mi occupo di sottoculture (skinhead, mod, punk, ecc.) e dei generi musicali a queste connessi. Gestisco il blog Crombie Media, l'etichetta Skinhead Sounds, canto nei Razzapparte e sono il manager degli Unborn. Nel 2017 Hellnation Libri ha pubblicato il mio libro Italia Skins, e nel 2019 la stessa casa editrice ha dato alle stampe l'edizione italiana di Spirit of '69 di George Marshall, curata dal sottoscritto.

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